Le origini sono friulane, l’adolescenza è a Milano, la Milano popolare che riserva per lui anche l’incontro con i frati e la nascita della vocazione con l’approfondimento degli studi secondo l’iter canonico. Subito dopo l’ordinazione, il 4 marzo 1950 celebra la prima messa ed a settembre Padre Roberto Bello parte in missione per l’Eritrea: 18 anni in quella terra.
Dal 1969 circa, viene trasferito ad Addis Abeba nella parrocchia del SS. Salvatore, una delle parrocchie più centrali della città, dove è incaricato della comunità italiana e contribuisce alla realizzazione di grandi opere quali l’ampliamento del convento e l’apertura dello studentato teologico-filosofico che può arrivare fino a 250 studenti. Nel 1982 incontra Roberto Rabattoni ad Addis Abeba e Padre Roberto diventerà la sua guida spirituale.
“Nel 1982 circa, ho conosciuto Roberto che, non avendo figli, era venuto ad Addis Abeba per adottare un bambino. Svolte le pratiche dell’adozione, lo accompagnai a prendere il figlio, si trattava di una bambina. Da allora nacque in lui l’amore per l’Etiopia: sentiva il desiderio, il bisogno, di fare qualcosa per ricompensare il Paese che gli aveva dato una figlia.” Dal 1994 circa, Roberto mi chiese di dirigere il Villaggio “Madonna della Vita”, un piccolo paradiso per i bambini orfani nella periferia della capitale che comprende un bel dormitorio, la sala da pranzo, il parco giochi, una chiesetta e l’infermeria. Tutto è nato grazie all’intervento di Roberto che, detto fatto, ha comprato il terreno – che aveva 500 proprietari! – da destinare a quest’opera importante e dopo non poche difficoltà è riuscito a far nascere l’orfanotrofio”.
Nel mese di maggio del 2010 Padre Roberto Bello è tornato al Padre dopo aver trascorso 56 anni di missione in Etiopia e gli ultimi 4 in Italia, a Milano. È stato un grandissimo collaboratore per il Centro Aiuti per l’Etiopia, un gigante di carità, di umiltà e di spiritualità, il “Padre dei poveri” come lo chiamavano in Etiopia.